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		<title>The Butterfly Affect</title>
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		<pubDate>Tue, 23 May 2023 11:43:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[11 Maggio 2023 – 15 Ottobre 2023 Fondazione Sandretto Re Rebaudengo Ciao a tutti, abbiamo realizzato questa bomboniera d'artisti per la Fondazione Sandretto. Tre videoinstallazioni di alta qualità tecnica con l'uso di macchine DLP a lampada che mantengono un elevata naturalezza della visualizzazione. I sistemi audio sono serviti da diffusori di gamma alta con tarature [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<pre class="top__wrapper__date heading-04"><strong><a href="https://fsrr.org/mostre/the-butterfly-affect/" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1900" src="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/FSRR-opening-Butterfly-Affect-Resize.jpg" alt="fsrr-opening-butterfly-affect-resize" width="692" height="285" /></a>

11 Maggio 2023 – 15 Ottobre 2023</strong></pre>
<pre class="top__wrapper__location heading-04">Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Ciao a tutti,
abbiamo realizzato questa bomboniera d'artisti per la Fondazione Sandretto. 
Tre videoinstallazioni di alta qualità tecnica con l'uso di macchine DLP a lampada che mantengono un elevata naturalezza della visualizzazione.
I sistemi audio sono serviti da diffusori di gamma alta con tarature ambientali di alto livello.

</pre>
<p><strong>Artistə: Patricia Domínguez, Sharona Franklin, Ja’Tovia Gary, Lungiswa Gqunta, Sebastiano Impellizzeri, Isaac Julien, Kapwani Kiwanga, Jumana Manna, Jota Mombaça, Zoe Williams, Rachel Youn.<br />
A cura di Irene Calderoni e Bernardo Follini<br />
</strong>11 maggio – 15 ottobre 2023<br />
Inaugurazione: 11 maggio, h. 19<br />
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’11 maggio 2023 la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo inaugura la mostra collettiva The Butterfly Affect (l’affetto farfalla), un percorso espositivo articolato attraverso le opere di undici artistə internazionali, dalla scultura all’installazione, dalla pittura al video.<br />
«Può il battito delle ali di una farfalla in Brasile scatenare un tornado in Texas?» si chiedeva nel 1972 il matematico e meteorologo Edward Norton Lorenz. La teoria, nota come “Butterfly Effect” (effetto farfalla), poggia sulla convinzione che qualsiasi azione, anche se apparentemente insignificante, può avere conseguenze estreme in differenti coordinate spazio-temporali.<br />
A cinquant’anni dall’ipotesi di Lorenz, in un contesto costellato dagli effetti nocivi delle azioni sul nostro ecosistema, la mostra intende registrare approcci artistici che incrociano la responsabilità connessa all’agency individuale a processi collettivi di cura, piacere ed ecologia. The Butterfly Affect presenta la sfera dell’affettività interspecie come modalità con cui immaginare nuovi paradigmi di coesistenza sociale ed ambientale, allontanandosi dalle prescrizioni del dominio estrattivo. Lə artistə attraversano le scienze naturali, con un particolare interesse alla botanica, come terreni di conflitto governati da dinamiche di sfruttamento e di oppressione. In mostra sono discusse le modalità con cui lo spazio naturale è costruito fisicamente e normato giuridicamente, e come ne è regolamentato l’accesso. A partire dai saperi erboristici sono esplorati i temi della vulnerabilità e della salute, facendo emergere i processi di medicalizzazione del corpo e di stigmatizzazione della malattia. L’affetto e le relazioni sono espanse in un’ottica transumana che sfuma i confini tra corpi sessuali e corpi vegetali. Infine, la distruzione ecologica è letta in connessione al trauma inciso sui corpi delle differenti comunità, permettendo allə artistə di immaginare spazi per nuove pratiche di guarigione collettiva.<br />
Jumana Manna (1987, Princeton, USA) indaga l’impatto sociale ed economico delle leggi sulla protezione della natura del governo israeliano sulla popolazione palestinese, mentre Lungiswa Gqunta (1990, Gqeberha, South Africa) decostruisce le eredità patriarcali e coloniali che regolano l’accesso e la proprietà della terra. Kapwani Kiwanga (1978, Hamilton, Canada) affronta le asimmetrie del potere a partire dal giardino all’inglese e dalle tecnologie botaniche di epoca vittoriana. Ja’Tovia Gary (1984, Dallas, USA) si focalizza su un noto giardino, quello di Claude Monet a Giverny, per riflettere sulle violente politiche della rappresentazione del corpo nero.<br />
Sharona Franklin (1987, Canada) esplora la relazione tra biologia, farmacologia e interdipendenza sociale dalla prospettiva di un attivismo disabile e bioetico. Isaac Julien (1960, Londra, UK) riattiva la storia di cura e rinascita di Prospect Cottage a Dungeness, celebre rifugio in cui si ritirò Derek Jarman, dopo la diagnosi di positività al virus HIV.<br />
Sebastiano Impellizzeri (1987, Catania) dipinge mappe di complessa decodifica, che contengono le coordinate spaziali ed emotive di aree di cruising, pratica di incontro sessuale tra sconosciutə all’aperto. Zoe Williams (1983, Salisbury, UK) manipola la ceramica per costruire forme ibride in cui cura, vanità e precarietà proiettano l’erotica in una dimensione transumana. Rachel Youn (1994, Abington, USA) costruisce installazioni impiegando piante artificiali e macchine per i massaggi, producendo un immaginario ironico e grottesco di cura, piacere e intimità.<br />
Patricia Domínguez (1984, Santiago, Cile) affronta l’angoscia climatica e le dinamiche estrattiviste impiegando conoscenze etnobotaniche e interrogando la nozione di benessere all’interno del processo di digitalizzazione delle vite. Jota Mombaça (1991, Natal, Brasile) osserva l’innalzamento marino e la crisi ambientale alla luce delle odierne discriminazioni di genere, classe e razza, presentando un’installazione prodotta originariamente per la sua performance “in the the tired watering”, avvenuta sull’Isola di San Giacomo a Venezia, nuova sede della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.</p>
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		<title>ARTHUR JAFA &#8211; RHAMESJAFACOSEYJAFADRAYTON</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2022 11:18:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Anche quest&#8217;anno abbiamo partecipato con alcune istallazioni alla kermesse dell&#8217;arte torinese, una di queste è il magnifico lavoro di Arthur Jafa alle OGR di Torino. L&#8217;istallazione di grande impatto e contenuto si sviluppa tramite un proiettore ad alta luminosità (50.000 a.l.) con riproduzione di file in qualità broadcast. L&#8217;impianto audio di elevata potenza [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a title="OGR" href="https://ogrtorino.it/events/arthur-jafa" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-1886" src="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/Arthur-Jafa-653x367.jpg" alt="arthur-jafa-653x367" width="653" height="367" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche quest&#8217;anno abbiamo partecipato con alcune istallazioni alla kermesse dell&#8217;arte torinese, una di queste è il magnifico lavoro di Arthur Jafa alle OGR di Torino.</p>
<p>L&#8217;istallazione di grande impatto e contenuto si sviluppa tramite un proiettore ad alta luminosità (50.000 a.l.) con riproduzione di file in qualità broadcast. L&#8217;impianto audio di elevata potenza riescie a trasmettere bassi profondi che risuonano sia nelle strutture, sia nel corpo degli spettatori.</p>
<p>Un installazione da non perdere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>ARTHUR JAFA </strong><br />
<strong>RHAMESJAFACOSEYJAFADRAYTON</strong></p>
<p style="text-align: center;">Una mostra di <strong>OGR Torino</strong> in collaborazione con <strong>Serpentine</strong><br />
A cura di <strong>Claude Adjil</strong>, <strong>Judith Waldmann</strong> con <strong>Hans Ulrich Obrist</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Visite guidate gratuite<br />
</strong>11 novembre ore 18 | <a href="http://eepurl.com/hNeuDP">prenotazioni disponibili</a><br />
25 novembre ore 18 | <a href="http://eepurl.com/hNeuDP">prenotazioni disponibili</a><strong><br />
</strong>09 dicembre ore 18 | <a href="http://eepurl.com/hNeuDP">prenotazioni disponibili</a><br />
10 dicembre ore 18 | <a href="http://eepurl.com/hNeuDP">prenotazioni disponibili</a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>OGR Cult | Binario 1</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Fino al 15 gennaio 2023, aperti gratuitamente dal giovedì alla domenica</strong></p>
<p style="text-align: center;">Giovedì e venerdì, h 18 <strong>– </strong>22<br />
Sabato e domenica, h 10 <strong>– </strong>20</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Ingresso gratuito</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>La mostra sarà chiusa nelle seguenti date: 3, 8 e 22 dicembre</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>OGR Torino</strong> presenta <strong>RHAMESJAFACOSEYJAFADRAYTON</strong>, la prima personale dedicata all’artista e regista statunitense Arthur Jafa da un’istituzione italiana, fino<strong> al 15 gennaio 2023</strong>.</p>
<p>Una domanda ricorrente guida la pratica artistica di Arthur Jafa: come possono i media, gli oggetti, le immagini statiche e quelle in movimento trasmettere la potenza, la bellezza e l’alienazione proprie della Black music statunitense? Un’indagine alla quale allude anche <strong>il titolo della mostra</strong>, citando i nomi di tre chitarre elettriche: Arthur Rhames (1957–1989), Pete Cosey (1943–2012), Ronny Drayton (1953–2020).</p>
<p>Una pratica che comprende film, manufatti, e <em>happenings</em>, che sfidano ogni categorizzazione in una ricerca sulla Black culture negli Stati Uniti di un’intensità e complessità senza precedenti. Realizzate in oltre tre decenni, le opere multidisciplinari di Arthur Jafa mettono in discussione alcuni assunti culturali dominanti su temi identitari e razziali attraverso esperienze cinematografiche sperimentali e immersive. Alla 58° Biennale di Venezia (2019), con l’opera “The White Album”, esposta in mostra a May You Live in Interesting Times al Padiglione Centrale dei Giardini, è stato premiato con il Leone d’oro come miglior artista.</p>
<p>Commissionato e prodotto da <strong>OGR Torino</strong> in collaborazione con <strong>Serpentine</strong>, curato da <strong>Claude Adjil</strong> e <strong>Judith Waldmann</strong> con <strong>Hans Ulrich Obrist</strong>, il progetto RHAMESJAFACOSEYJAFADRAYTON nasce da un’idea di Amira Gad ed è parte del tour della mostra di Jafa <em>A Series of Utterly Improbable</em>, <em>Yet Extraordinary Renditions</em> promosso da Serpentine. La mostra è concepita dall’artista per gli spazi del Binario 1 come un’unica grande installazione e riunisce alcuni dei lavori più recenti dell’artista, mai esposti prima in Italia.</p>
<p>A evidenziare la relazione con la musica e la contaminazione tra differenti discipline e media proprie della pratica di Arthur Jafa, in occasione dell’inaugurazione, il pianista e compositore jazz <strong>Jason Moran</strong>, la violoncellista e compositrice <strong>Okkyung Lee</strong> e il bassista <strong>Melvin Gibbs</strong> si sono esibiti insieme, nel Duomo di OGR Torino, per una serata ideata dall’artista.</p>
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		<title>Lawrence Abu Hamdan  Air Pressure (A diary of the sky)</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2022 11:38:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Una delle istallazioni tra le più apprezzate della kermesse dell&#8217;arte contemporanea torinese del 2022 è sicuramente quella di Lawrence Abu Hamdan alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Via Modane. Un lavoro tecnicamente ineccepibile con un proiettore ad alta luminosità che proietta su di una superfice in stoffa nera con audio multicanale 5.1 per immergere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://fsrr.org/mostre/lawrence-abu-hamdan-air-pressure-a-diary-of-the-sky/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-1894" src="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/FSRR-Lawrence-Abu-Hamdan-720x480.jpg" alt="fsrr-lawrence-abu-hamdan-720x480" width="720" height="480" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una delle istallazioni tra le più apprezzate della kermesse dell&#8217;arte contemporanea torinese del 2022 è sicuramente quella di Lawrence Abu Hamdan alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Via Modane.</p>
<p>Un lavoro tecnicamente ineccepibile con un proiettore ad alta luminosità che proietta su di una superfice in stoffa nera con audio multicanale 5.1 per immergere lo spettatore al centro di un video coinvolgente.</p>
<div class="exhibition__content text-02 ft-drop-caps">
<p style="text-align: center;"><strong>Lawrence Abu Hamdan</strong></p>
<p style="text-align: center;">Air Pressure (A diary of the sky)</p>
<p style="text-align: center;">The Future Fields Commission in Time-Based Media</p>
<p style="text-align: center;"><strong>A cura di Irene Calderoni and Amanda Sroka</strong></p>
<p>Lawrence Abu Hamdan è il terzo assegnatario della Future Fields Commission in Time-Based Media, un’iniziativa congiunta di Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e del Philadelphia Museum of Art a sostegno della creazione di opere innovative nei campi di videoarte, cinema, performance, sound e arte digitale. L’opera commissionata, Air Pressure (A Diary of the sky), è una installazione audio e video che prosegue la ricerca di Abu Hamdan sulla dimensione politica del suono. Attraverso indagini lunghe e rigorose, che raccolgono e analizzano testimonianze, registrazioni e documenti d’archivio, Abu Hamdan crea lavori che denunciano e insieme forniscono le prove di crimini e ingiustizie, spesso perpetrate a danno di individui e comunità che non hanno rappresentanza in contesti legali ufficiali.</p>
<p>L’indagine alla base di Air Pressure (A Diary of the sky) si concentra sullo spazio aereo libanese, specificamente su una condizione di onnipresente e intenso inquinamento acustico che influenza la vita del popolo libanese e che l’artista definisce “violenza atmosferica”. Il cielo del Libano è quotidianamente invaso dai voli militari di una potenza straniera, aerei e droni non autorizzati delle forze di difesa israeliane che esercitano una sorta di occupazione effimera del cielo, una costante pressione dall’alto che causa frequenze acustiche fisicamente e psicologicamente aggressive. I voli sono effettuati in violazione della Risoluzione ONU 1701 del 2006 che pose fine al conflitto militare tra Israele e Libano noto come la Guerra di Luglio. Ed è proprio grazie ai documenti depositati all’ONU che denunciano tali violazioni che l’artista è riuscito a documentare e mappare l’intera traiettoria storica del fenomeno, oltre 22.111 voli non autorizzati di jet, caccia, droni e altri veivoli senza pilota che negli ultimi 15 anni hanno dato vita a una protratta guerra sonora. L’artista la chiama “una bomba lunga”, che non arriva mai ma che con la sua minaccia estende la sua potenza distruttiva indefinitamente.</p>
<p>Attraverso l’analisi di questi dati Abu Hamdan ha prodotto una ricerca originale, che ha reso accessibile pubblicamente sul sito Airpressure.info, incluso in mostra. Il sito è un database interattivo che include sia i documenti presso l’ONU che le testimonianze sull’avvistamento dei voli raccolte attraverso una campagna di citizen journalism attivata dall’artista tramite i social media. Il materiale così raccolto, insieme a riprese effettuate o commissionate dall’artista, è alla base della video installazione Air Pressure (A Diary of the sky). La sceneggiatura si concentra nell’arco di un anno, da maggio 2020 a maggio 2021, e intreccia i dati di rilevazione dei voli a un resoconto cronologico dell’indagine stessa esposto dal private ear Abu Hamdan. Il video è proiettato su uno schermo cucito di tessuto cerato, riecheggiando una memoria sonora evocata nel video, la testimonianza di una sopravvissuta alla Seconda guerra mondiale che paragona il suono del passaggio dei voli militari allo strappo violento di un tessuto, come se il cielo stesso si aprisse, lacerandosi. L’opera di Abu Hamdan sviluppa una narrazione avvincente e sensoriale del concetto di violenza atmosferica, offrendo una riflessione storica e politica sull’impiego del rumore come strumento di espropriazione, condizionamento e controllo.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nina Canell &#8211; Tectonic Tender</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2022 09:19:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Berlino 30.4.22 – 29.8.22 Abbiamo progettato e realizzato questa splendida istallazione presso la Berlinische Galerie a Berlino. Ringraziamo tutti i colleghi e amici che ci hanno supportato nell&#8217;installazione. From B G site: For the Berlinische Galerie, she has conceived an experiential installation that considers the material vitality of calcite. Literally crumbling under our own weight, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Berlinische Galerie" href="https://berlinischegalerie.de/en/exhibition/nina-canell/" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1879 size-large" src="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/capture-20220725-112416-1024x540.jpg" alt="capture-20220725-112416" width="900" height="474" /></a></p>
<p>Berlino <span class="c-exhibition-header__date"><time datetime="2022-04-30">30.4.22</time> – <time datetime="2022-08-29">29.8.22</time></span></p>
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<div class="o-grid__item u-1/2@md u-1/2@lg u-1/2@xlg">Abbiamo progettato e realizzato questa splendida istallazione presso la Berlinische Galerie a Berlino.</div>
<div class="o-grid__item u-1/2@md u-1/2@lg u-1/2@xlg">Ringraziamo tutti i colleghi e amici che ci hanno supportato nell&#8217;installazione.</div>
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<div class="o-grid__item u-1/2@md u-1/2@lg u-1/2@xlg">From B G site:</div>
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<div class="o-content__inner">
<p>For the Berlinische Galerie, she has conceived an experiential installation that considers the material vitality of calcite. Literally crumbling under our own weight, seven tonnes of shells speak up from the ground, causing a sensation remote from that of walking on a gallery floor. Yet, crushed calcite from marine molluscs is an essential ingredient in concrete, a major constituent of our built environment. Here, the biomineral forms that feed the construction industry break down over the course of the exhibition. Material stress gives way to a sounding, durational sculpture, inviting us to consider the ineffable number of broken bodies that hold us up.</p>
</div>
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<div class="o-content">
<div class="o-content__inner">
<p>This exhibition brings together several of Canell’s sculptural works and a video created with long-term collaborator Robin Watkins. Considering the overlaps between minerals, animals, energies and technologies, “Tectonic Tender” reflects the artist’s commitment to duration and circulation as fundamental sculptural tools.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Biography</h3>
<p>Nina Canell was born in Växjö (Sweden) in 1979, studied in Dublin, and lives in Berlin.</p>
<p>Selected solo exhibitions include: S.M.A.K, Ghent; The Artist’s Institute, New York (with Milford Graves); Moderna Museet, Stockholm; Arko Art Center, Seoul; Camden Arts Centre, London; Hamburger Bahnhof, Berlin (with Rolf Julius); and the Fridericianum, Kassel. Canell has participated in the Venice, Sydney, Lyon, Gwangju, and Liverpool biennials.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nina Canell – HARDSCAPES</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2022 07:26:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; Nina Canell – HARDSCAPES a cura di Samuele Piazza e Lorenzo Giusti OGR Cult &#124; Binario 2 OPENING &#124; 24 febbraio 2022, h 12-20 Dal 25 febbraio al 27 marzo 2022 Ingresso gratuito &#160; Realizzata in collaborazione con GAMeC, Bergamo, in occasione del Meru Art*Science Research Program La mostra HARDSCAPES presenta due opere di grandi dimensioni, che richiamano [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a title="Nina" href="https://ogrtorino.it/events/nina-canell-hardscapes" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1874 size-large" src="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/4_Energy-Budget_RWNC_c-1024x576.jpg" alt="4_energy-budget_rwnc_c" width="900" height="506" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Nina Canell – HARDSCAPES</strong><br />
a cura di <strong>Samuele Piazza</strong> e <strong>Lorenzo Giusti</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>OGR Cult | Binario 2</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>OPENING | 24 febbraio 2022, h 12-20</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Dal 25 febbraio al 27 marzo 2022</strong></p>
<p style="text-align: center;">Ingresso gratuito</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Realizzata in collaborazione con <strong>GAMeC</strong>, Bergamo, in occasione del <strong><em>Meru Art</em>*Science Research Program</strong></p>
<p style="text-align: center;">La mostra<em> HARDSCAPES</em> presenta due opere di grandi dimensioni, che richiamano l&#8217;attenzione sui concetti di circolazione e trasformazione.<br />
<em>Energy Budget</em> (2017-2018), opera video ideata in collaborazione con Robin Watkins, è lo studio di una lumaca leopardo che esplora lentamente un quadro elettrico.<br />
Fondendosi apparentemente in una forma ibrida, le fluttuazioni muscolari della lumaca rispondono a circuiti dismessi e a un palinsesto di campi elettrici, diventando quasi parte dell&#8217;infrastruttura. Le intime immagini del movimento della lumaca sono accostate a una sequenza di riprese dei cosiddetti <em>porte dei draghi</em> &#8211; grandi portali architettonici costruiti secondo i principi del feng shui. Questi passaggi consentono il passaggio dei draghi attraverso i grattacieli, permettendo loro di arrivare dalle montagne all’oceano per bere e fare il bagno. Girato a Telegraph Bay, quartiere di Hong Kong dove fu montato il primo cavo telegrafico sottomarino alla fine del XIX secolo, la telecamera si muove in uno zoom out costante, utilizzando aria compressa per controllare il movimento dell&#8217;attrezzatura.</p>
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		<title>Dalle OGR:Vogliamo Tutto! Ma proprio tutto!!! ;)</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2021 10:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Ciao a tutti, con tanta passione e impegno abbiamo consegnato questo nuovo lavoro veramente interessante; abbiamo progettato una soluzione tecnica che rispondesse al meglio alle esigenze artistiche degli artisti e dello spazio non lasciando nulla al caso. Gli apparati installati sono di qualità professionale con soluzioni tecnologiche all&#8217;avanguardia. &#160; Vogliamo tutto Una mostra [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/vogliamo-tutto-HD.jpg"><img class="aligncenter wp-image-1856 size-medium" src="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/vogliamo-tutto-HD-300x168.jpg" alt="vogliamo-tutto-hd" width="300" height="168" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciao a tutti, con tanta passione e impegno abbiamo consegnato questo nuovo lavoro veramente interessante; abbiamo progettato una soluzione tecnica che rispondesse al meglio alle esigenze artistiche degli artisti e dello spazio non lasciando nulla al caso. Gli apparati installati sono di qualità professionale con soluzioni tecnologiche all&#8217;avanguardia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Vogliamo tutto<br />
Una mostra sul lavoro, tra disillusione e riscatto<br />
</strong>A cura di Samuele Piazza con Nicola Ricciardi<br />
<strong><br />
OPENING | Sabato 25 settembre<br />
</strong><strong>dalle 10 alle 20, un’inaugurazione lunga un giorno, con attività per tutti.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Programma<br />
</strong><strong>h 14 &#8211; 20 performance di Adam Linder | </strong>Service No. 1<br />
<strong>h 16 | <a href="https://ogrtorino.it/events/cosa-voglio-fare-da-grande">OGR Kids Cosa voglio fare da grande</a> | </strong>Laboratorio per bambini, a cura di Arteco<br />
<strong>h 17 e 18 | <a href="https://ogrtorino.it/events/visita-guidata-alla-mostra-vogliamo-tutto">visita guidata</a> | </strong>Percorso adatto dai 5 ai 99 anni, a cura di Arteco</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ingresso gratuito<br />
</strong>Prenotazione necessaria per laboratorio e visite guidate</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>In ottemperanza al D.L. del 23 luglio 2021, n. 105, per accedere in mostra è necessario presentare il Green Pass</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Orari di apertura</strong><br />
<strong>giovedì</strong> e <strong>venerdì</strong> dalle <strong>12</strong> alle <strong>20</strong><br />
<strong>sabato</strong> e <strong>domenica</strong> dalle <strong>10</strong> alle <strong>20</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una <strong>mostra collettiva</strong> per riflettere sulla <strong>trasformazione del lavoro nel contesto post-industriale e digitale</strong>, tra coscienza e disillusione, precarietà e riscatto, a cura di Samuele Piazza con Nicola Ricciardi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In OGR Torino, luogo simbolo della <strong>transizione verso nuovi modelli di produttività</strong>, le installazioni, le sculture, i video e le performance di <strong>tredici artisti internazionali</strong> invitano a osservare i <strong>resti di un recente passato industriale</strong> e le <strong>ambivalenze di nuove condizioni lavorative</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cinquant’anni dalla pubblicazione di <strong><em>Vogliamo tutto</em></strong>, romanzo di Nanni Balestrini sulla lotta operaia a Torino da cui la mostra prende il titolo, oggi ha ancora senso <em>volere tutto</em>?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In mostra opere di</strong>: Andrea Bowers, Pablo Bronstein, Claire Fontaine, Tyler Coburn, Jeremy Deller, Kevin Jerome Everson, LaToya Ruby Frazier, Elisa Giardina Papa, Liz Magic Laser, Adam Linder, Sidsel Meineche Hansen, Mike Nelson, Charlotte Posenenske.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le <strong>performance</strong> di <strong>Adam Linder</strong> sono in programma nel Duomo di OGR, dalle ore 14 alle 20, secondo il seguente calendario:<br />
<strong>25-26 settembre 2021 | </strong><em>Service No. 1</em><br />
<strong>2-3 ottobre 2021 | </strong><em>Service No. 1 + Service No. 5</em><br />
<strong>30-31 ottobre 2021 | </strong><em>Service No. 1</em><strong><br />
5-7 novembre 2021 | </strong><em>Service No. 1 + Service No. 5</em><br />
<strong>15-16 gennaio 2022 | </strong><em>Service No. 1</em><strong><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le performance sono eseguite da Delphine Gaborit, <em>Service No. 1</em><br />
Leah Katz, Justin Francis Kennedy, Robert Fredrik Stanley Malmborg, Noha Ramadam, Stephen Clifford Thompson, Anna Lea von Glasenapp, <em>Service No. 5</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>OGR Torino dedica all’approfondimento dei temi in mostra due speciali<strong> OGR Public Program</strong>:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>28 settembre 2021 h 18.30</strong> <strong>|</strong> <em><a href="https://ogrtorino.it/events/ogr-public-program-come-tutto-fini-e-anche-un-poco-perche">Come tutto finì (e anche un poco perché)</a><br />
</em>con <strong>Franco “Bifo” Berardi</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2 ottobre 2021 h 18.30 |</strong> <em><a href="https://ogrtorino.it/events/ogr-public-program-the-last-cruze-a-torino">The Last Cruze, a Torino</a><br />
</em>Una conversazione tra <strong>LaToya Ruby Frazier</strong> e <strong>Samuele Piazza</strong><br />
Inoltre, in occasione dell’opening del 25 settembre, OGR Torino inaugura una <strong>nuova stagione di attività creative, artistiche ed educative aperte a tutti</strong>. Scopri tutti gli appuntamenti in programma, <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://ogrtorino.it/updates/vogliamo-tutto-e-di-piu-attivita-in-mostra-e-dintorni" target="_blank">cliccando qui</a>.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ringrazio, come sempre, i colleghi ed amici con cui abbiamo condiviso il lavoro: Samuele, Vale, Jacopo, Francesco, Trilli, Jessika, Alice, Andrea, Boris, Luca, Pier, Marco, Gabriele, Francesco e tutti i ragazzi di snodo e della sorveglianza.</p>
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		<title>Egizio in forma più che mai</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2021 10:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 24 giugno 2021 apre il nuovo spazio permanente “Alla ricerca della Vita” &#160; &#160; Ciao a tutti, il 24, dopo mesi di lavori anche intensi, abbiamo consegnato alla storia di Torino e del museo egizio, la sala di conservazione dei resti umani. Da un idea di Enrico Barbero, abbiamo pensato e progettato una soluzione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 class="title undefined"></h1>
<p><a href="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/Sala-Alla-ricerca-della-Vita-1920x1080.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1850 size-large" src="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/Sala-Alla-ricerca-della-Vita-1920x1080-1024x576.jpg" alt="sala-alla-ricerca-della-vita-1920x1080" width="900" height="506" /></a></p>
<h1 class="title undefined" style="text-align: center;"></h1>
<h1 class="title undefined" style="text-align: center;"><a href="https://www.museoegizio.it/esplora/notizie/il-24-giugno-2021-apre-il-nuovo-spazio-permanente-alla-ricerca-della-vita/" target="_blank">Il 24 giugno 2021 apre il nuovo spazio permanente</a></h1>
<h1 class="title undefined" style="text-align: center;">“Alla ricerca della Vita”</h1>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciao a tutti, il 24, dopo mesi di lavori anche intensi, abbiamo consegnato alla storia di Torino e del museo egizio, la sala di conservazione dei resti umani. Da un idea di Enrico Barbero, abbiamo pensato e progettato una soluzione che permettesse al pubblico di usufruire di tutti i contenuti digitali previsti anche in dimensioni reali; i display, di nuova concezione, hanno un altezza di circa 2 mt e permettono di visualizzare una persona a grandezza naturale; il tutto viene gestito e controllato da dispositivi di riproduzione e controllo digitali, che permettono di visualizzare i contenuti controllando accensione e spegnimento delle teche di deposito trasformando, l&#8217;esperienza del visitatore, in un tuor virtuale/reale di realtà aumentata. La fruibilità dei contenuti sonori è data da altoparlanti iperdirettivi posizionati nel controsoffitto che permettono l&#8217;ascolto dei commenti sonori della singola istallazione, senza disturbare quella vicina; un tappeto sonoro originale (composto da Marco Romano) completa il confort generale di ascolto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da un estratto del museo egizio:</p>
<p>Giovedì 24 giugno 2021 ha aperto al pubblico <strong>&#8220;Alla ricerca della vita. Cosa raccontano i resti umani?&#8221;, un nuovo spazio espositivo permanente</strong> che amplia il percorso di visita del Museo Egizio e <strong>dedicato alla vita nell’antico Egitto attraverso lo studio dei resti umani</strong>.</p>
<p>La sala “Alla ricerca della vita”, collocata al primo piano del Museo, esplora e approfondisce quindi il tema della vita nell’antico Egitto, il rapporto della cultura nilotica con la mummificazione e il concetto di aldilà, partendo dallo studio dei resti umani e dei corredi che in alcuni casi li accompagnano. Lo fa grazie ai sei individui, appositamente scelti di età differenti per mostrare le varie fasi dell’esistenza, da quella nemmeno sbocciata di un feto, fino all’avanzata maturità di una donna cinquantenne.</p>
<p>A costituire il fulcro della nuova sala è una teca allestita per contenere 91 mummie che fanno parte della collezione del Museo: grazie a una speciale pellicola sei di queste mummie sono svelate al pubblico, a rappresentare le tappe fondamentali della vita. La speciale teca assolve alla doppia funzione di vetrina e deposito, ed è stata quindi progettata per garantire i massimi standard conservativi per resti umani ed organici estremamente fragili.</p>
<p>Uno spazio particolare è dedicato inoltre alla mummificazione e ai suoi significati simbolici e religiosi, anche in una prospettiva diacronica: in particolare attraverso un video di approfondimento che i visitatori possono trovare in un apposito spazio allestito al piano superiore e raggiungibile direttamente dalla sala.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Project manager: <strong>Virginia Cimino</strong></p>
<p>Ideazione e progetto architettonico: <strong>Enrico Barbero</strong></p>
<p>Progetto Multimediale, impianti audiovisivi: <strong>Paolo Barbieri</strong></p>
<p>Allestimento Multimediale: <strong>Acuson</strong></p>
<p>Consulenti Progetto: <strong>Giancarlo Gonnet, Andrea De Zan, Davide Sorrentino</strong>.</p>
<p>Realizzazione: <strong>Emanuele Capitolo</strong> &#8211; Agrogreen</p>
<p>Impianti Elettrici: <strong>Francesco Tripputi</strong> &#8211; CIEM</p>
<p>Contenuti Digitali: <strong>Robin Studio</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.agrogreen.it/" target="_blank">Agrogreen</a></p>
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		<title>Nino Migliori. Stragedia</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jun 2020 19:53:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[    Nino Migliori. Stragedia 27 giugno 2020 – 7 febbraio 2021 Ex Chiesa di San Mattia Via Sant&#8217;Isaia 14/a Bologna Il ritorno al lavoro post covid ci ha visto realizzare questa magnifica installazione, dove Paolo Barbieri per Lorenzo Balbi e Nino Migliori, ha progettato il concept e tutta la realizzazione tecnica dell&#8217;opera, una serie [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 class="pagetitle"><a href="http://www.mambo-bologna.org/imageserver/gallery_big/files/immagini//museo_ustica//09cover.jpg" rel="lightbox">  </a><a href="http://www.mambo-bologna.org/news/news-143/" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1792 size-full" src="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/Nino.02.jpg" alt="nino-02" width="462" height="260" /></a></h2>
<h2><strong> </strong></h2>
<h2><strong>Nino Migliori. Stragedia</strong></h2>
<p>27 giugno 2020 – 7 febbraio 2021 Ex Chiesa di San Mattia Via Sant&#8217;Isaia 14/a Bologna</p>
<p>Il ritorno al lavoro post covid ci ha visto realizzare questa magnifica installazione, dove <strong>Paolo Barbieri</strong> per <strong>Lorenzo Balbi e Nino Migliori</strong>, ha progettato il concept e tutta la realizzazione tecnica dell&#8217;opera, una serie di schermi di dimensioni diverse con Il montaggio video di<strong> Simone ed Elide</strong> e le Musiche di <strong>Aurelio</strong> proiettano lo spettatore in una soluzione immersiva, traformando una mostra fotografica in una installazione che avvolge ed emoziona.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sabato 27 giugno 2020, nel giorno della ricorrenza del quarantesimo anniversario della Strage di Ustica, si apre la mostra <strong><a href="http://fondazioneninomigliori.org/it/home/" target="_blank">Nino Migliori</a>. Stragedia</strong> promossa da Comune di Bologna, Istituzione Bologna Musei | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Museo per la Memoria di Ustica, Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, in collaborazione con Fondazione Nino Migliori, MiBACT – Direzione Regionale Musei Emilia Romagna, Cronopios e con il sostegno di Fondazione MAST.</p>
<p>Il progetto &#8211; ideato da<strong><a href="http://fondazioneninomigliori.org/it/home/" target="_blank"> Nino Migliori</a> e Paolo Barbieri</strong> con <strong>Aurelio Zarrelli,</strong> <strong>Elide Blind, Simone Tacconelli</strong> e curato da <strong>Lorenzo Balbi</strong> &#8211; viene presentato fino al 7 febbraio 2021 nella sede della Ex Chiesa di San Mattia, a ingresso libero con prenotazione.</p>
<p>Stragedia è un&#8217;installazione immersiva che nasce da una rielaborazione delle immagini scattate dal fotografo nel 2007, durante l&#8217;allestimento dei resti del velivolo negli spazi del Museo per la Memoria di Ustica. Gli 81 scatti, corrispondenti al numero di vittime della strage, sono eseguiti a “lume di candela” tecnica utilizzata da Migliori dal 2006 per la serie Lumen. Stragedia interpreta l&#8217;evento tramite immagini che sconfinano nell&#8217;astratto, in cui dettagli e frammenti permettono una perdita di scala, la stessa che inevitabilmente entra in gioco quando si tratta di dare voce ad una tragedia storica.</p>
<p>In occasione della mostra, Edizioni MAMbo pubblica un catalogo a cura di Lorenzo Balbi, che contiene la riproduzione della serie completa delle 81 immagini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il progetto espositivo Nino Migliori. Stragedia apre la rassegna di eventi culturali Attorno al Museo promossa da Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica con Regione Emilia-Romagna, Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, Istituzione Bologna Musei | MAMbo &#8211; Museo d&#8217;Arte Moderna di Bologna | Museo per la Memoria di Ustica | Comune di Bologna &#8211; Quartiere Navile e fa parte di Bologna Estate 2020, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città Metropolitana di Bologna &#8211; Destinazione Turistica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=OSbHZTBWFA8" target="_blank">Quì il teaser</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Orari di apertura:</strong></p>
<p>venerdì e sabato ore 20.00 &#8211; 22.00</p>
<p>domenica ore 18.00 &#8211; 20.00</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ingresso libero</strong></p>
<p>Prenotazione: tel. 051 6496611 https://ticket.midaticket.it/museicivicibologna/Event/36/Dates</p>
<h2 class="pagetitle"></h2>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>PROPOSTE PER AFFRONTARE L’EMERGENZA COVID-19 NEL MONDO DEGLI EVENTI</title>
		<link>http://www.promediabox.com/proposte-per-affrontare-lemergenza-covid-19-nel-mondo-degli-eventi/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2020 16:40:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Engineering]]></category>
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		<category><![CDATA[PROPOSTE PER AFFRONTARE L’EMERGENZA COVID-19 NEL MONDO DEGLI EVENTI]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; al Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Giuseppe Conte al Ministro dell’Economia e delle Finanze Prof. Roberto Gualtieri al Ministro dello Sviluppo Economico Ing. Stefano Patuanelli al Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Avv.to Dario Franceschini PROPOSTE PER AFFRONTARE L’EMERGENZA COVID-19 NEL MONDO DEGLI EVENTI PRIMI A DOVERCI [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/PROFILO-WHATSAPP.jpg"><img class="size-medium wp-image-1776 aligncenter" src="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/PROFILO-WHATSAPP-300x300.jpg" alt="profilo-whatsapp" width="300" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>al Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Giuseppe Conte</p>
<p>al Ministro dell’Economia e delle Finanze Prof. Roberto Gualtieri</p>
<p>al Ministro dello Sviluppo Economico Ing. Stefano Patuanelli</p>
<p>al Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Avv.to Dario Franceschini</p>
<h2></h2>
<h2><strong>PROPOSTE PER AFFRONTARE L’EMERGENZA COVID-19 NEL MONDO DEGLI EVENTI</strong></h2>
<h2><strong>PRIMI A DOVERCI FERMARE, ULTIMI A RIPARTIRE.</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>C’è una industria in Italia che non si vede, ma che realizza tutto ciò che viviamo ogni giorno come</p>
<p>comunità. Un’industria che, da protagonista silenziosa, pervade tutti gli ambiti professionali con i grandi</p>
<p>eventi corporate, privati e consumer, le convention, i congressi, i concerti, le conferenze internazionali o le</p>
<p>fiere. Ma crea anche emozioni condivise con gli show, gli eventi di piazza, le event week e le innumerevoli</p>
<p>iniziative che coinvolgono ogni città italiana. È l’industria degli eventi che in Italia è costituita da una filiera</p>
<p>lunga e articolata. Ne fanno parte le agenzie che raccolgono le ambizioni dei clienti e coordinano</p>
<p>le professionalità che le realizzano, chi gestisce le location per un set perfetto, chi costruisce l’atmosfera</p>
<p>come i service audio-video, gli allestitori, gli scenografi, i registi, il catering.</p>
<p>È un settore del cui lavoro si gode spesso solo la magia finale. Tuttavia, questa magia è frutto di grande</p>
<p>tecnica e competenza e contribuisce in maniera decisiva allo sviluppo del turismo in Italia, dell’occupazione</p>
<p>alberghiera e dei trasporti.</p>
<p>Volume di affari*: 65,5 miliardi di Euro</p>
<p>Impatto sul PIL*: 36,2 miliardi di Euro</p>
<p>Nr addetti*: 569 mila gli addetti dell’intera filiera</p>
<p>Nr di notti acquistate in hotel per eventi: 40% del totale</p>
<p>Nr di partecipanti agli eventi in Italia*: 56,4 i milioni</p>
<p>(la stessa persona può partecipare a più eventi e sono inclusi anche visitatori stranieri).</p>
<p>L’industria degli eventi programma con mesi ed anni d’anticipo, sono quindi necessari interventi di lungo</p>
<p>periodo a sostegno delle imprese.</p>
<p>*Fonte: stima su dati Oxford Economics e Istituto AstraRicerche/ADC Group</p>
<p><strong>LE MISURE A SUPPORTO DEL COMPARTO</strong></p>
<p><strong>RISORSE UMANE</strong></p>
<ul>
<li>Estensione degli ammortizzatori sociali previsti per l’emergenza COVID-19 fino al 31/12/2020.</li>
<li>Estensione ai lavoratori stagionali, intermittenti e di surroga di ammortizzatori sociali sulla base delle ore lavorate nel 2019.</li>
</ul>
<ul>
<li>Bonus di 1000 euro/mese per i lavoratori autonomi, parasubordinati, occasionali e P.Iva fino al 31/12/2020.</li>
</ul>
<p><strong>CREDITO D’IMPOSTA</strong></p>
<ul>
<li>Credito d’imposta pari al totale dei costi delle risorse umane per i mesi di inattività del 2020 (ad esclusione delle ore coperte da ammortizzatori sociali).</li>
<li>Credito d’imposta pari al 30% dei costi delle risorse umane per il 2021.</li>
<li>Credito di imposta pari al 60%, degli affitti commerciali per il periodo Marzo/Dicembre 2020, cedibile ai proprietari d’immobili.</li>
<li>Credito d’imposta pari al 50% dei costi sostenuti per prevenire il rischio biologico Covid19 negli eventi organizzati nel periodo ottobre-dicembre 2020 e nel 2021.</li>
</ul>
<p><strong>FISCALITÀ E SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO AZIENDALE</strong></p>
<ul>
<li>Detassazione degli utili imponibili relativi all’anno 2019 (da dichiarare con UNICO Società 2020) se accantonati a riserva straordinaria e legale.</li>
<li>In alternativa, al punto che precede introduzione di un meccanismo eccezionale di riporto all’indietro (loss carry-back) della perdita fiscale 2020 da utilizzare in compensazione con gli utili 2019 dichiarati e tassati. Il meccanismo di loss carry-back garantisce la liquidazione ex novo della dichiarazione 2019, con emersione di un credito d’imposta che potrà esser utilizzato in compensazione orizzontale con altre imposte (es. IVA).</li>
<li>Sospensione dell’acconto IRES ed IRAP dovuto per il 2020, indipendentemente dalla modalità di calcolo (storico o previsionale). Conseguente pagamento delle imposte dovute per il 2020 mediante unico versamento a saldo a giugno del 2021 rateizzabile secondo le modalità ordinarie.</li>
</ul>
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<ul>
<li>Introduzione di un meccanismo di “ammortamento” straordinario delle perdite relative all’anno 2020, sia dal punto di vista fiscale che civilistico, su almeno 5 anni successivi di bilancio al fine di preservare il Patrimonio Netto delle imprese del settore.</li>
</ul>
<p>LIQUIDITÀ</p>
<ul>
<li>Accesso automatico senza alcuna istruttoria e immediato a finanziamenti fino ad un importo di 1 milione di euro a tasso 0% a 15 anni garantiti al 100% da SACE S.p.A. o dal Fondo Centrale di Garanzia PMI, con preammortamento di 24 mesi.</li>
</ul>
<ul>
<li>Possibilità di accesso alle stesse agevolazioni anche per le imprese che evidenzino situazioni di “sofferenza” nei confronti del sistema bancario.</li>
</ul>
<p>SOSTEGNO ALLA DOMANDA</p>
<ul>
<li>Al termine della fase di emergenza, per fare ripartire l’Events &amp; Live Industry, riconoscimento dei crediti d’imposta per un biennio alle aziende che investono in eventi business &amp; consumer sul territorio nazionale.</li>
<li>In materia di IVA, applicabilità dell&#8217;Art 7-ter del DPR 633/72 a tutti gli eventi organizzati in Italia commissionati da soggetti passivi IVA esteri.</li>
<li>Lo stesso incentivo è richiesto anche per gli eventi commissionati da soggetti privati esteri.</li>
<li>Nella fase di rilancio del Paese, stanziare risorse a sostegno della promozione e della competitività dell’Italia sul piano internazionale. Le competenze di comunicazione, destination marketing e relazioni internazionali delle associazioni firmatarie di questo documento sono state messe a disposizione di ICE ed ENIT in qualità di enti preposti alla promozione internazionale del brand Italia e si aspettano condivisione di progettualità e investimenti dedicati.</li>
</ul>
<p>TEMPI E MODALITA’</p>
<ul>
<li>La pianificazione anticipata è elemento fondamentale per lo svolgimento dell’attività di organizzazione degli eventi. Per questo chiediamo date certe di riavvio delle attività congressuali, fieristiche e degli eventi aggregativi in genere. Solo con un calendario chiaro delle riaperture il mondo degli eventi potrà riprendere il proprio lavoro.</li>
</ul>
<ul>
<li>È necessaria la condivisione delle regole previste per la Fase 2 e Fase 3 con le imprese e i professionisti del settore per contribuire efficacemente alla stesura dei protocolli igienico sanitari e comportamentali, perché solo tali soggetti</li>
</ul>
<p>LETTERA APERTA del 27 Aprile 2020</p>
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<p>Creiamo emozioni portando in scena i sogni.</p>
<p>Dietro ad ogni evento live ci siamo noi</p>
<p>e vogliamo tornare a farvi sognare.</p>
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<p>SEGUITE LA NOSTRA CAMPAGNA</p>
<p>e condividete il nostro appello.</p>
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		<title>OGR &#8211; Dancing is what we make of falling 2</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Feb 2020 11:24:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[barbara casavecchia]]></category>
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		<category><![CDATA[Hannah Black]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Ricciardi]]></category>
		<category><![CDATA[OGR]]></category>
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		<description><![CDATA[Le Officine Grandi Riparazioni stanno seguendo con grande  attenzione l’evoluzione dei fatti relativi alla diffusione del Coronavirus e le disposizioni e le misure di prevenzione disposte dalle autorità competenti per garantire la massima tutela della salute dei cittadini. Per questo motivo, in ottemperanza alla direttiva regionale, la serata prevista per venerdì 28 febbraio con lo screening video [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Dancing 2" href="http://www.ogrtorino.it/events/dancing-is-what-we-make-of-falling-2-my-bodies" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1759 size-full" src="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/Sito.OGR_myBODIES1.jpg" alt="sito-ogr_mybodies" width="600" height="338" /></a></p>
<p><strong>Le Officine Grandi Riparazioni stanno seguendo con grande  attenzione l’evoluzione dei fatti relativi alla diffusione del Coronavirus e le disposizioni e le misure di prevenzione disposte dalle autorità competenti per garantire la massima tutela della salute dei cittadini. Per questo motivo, in ottemperanza alla direttiva regionale, la serata prevista per venerdì 28 febbraio con lo screening video e la performance di <span class="_5afx"><span class="_58cm">Patrick Staff</span></span>, è stata rinviata a data da destinarsi.</strong></p>
<p><em><strong>Dancing is what we make of falling 2<br />
</strong></em><em><strong>MY BODIES</strong></em><br />
<em><strong>Video meets performance</strong></em></p>
<p>Con la seconda edizione di <em>Dancing is what we make of falling</em> continua la ricerca iniziata nel 2018 in OGR sulle interrelazioni tra video e performance, nel format che unisce proiezioni, performance e conferenze nel tentativo di offrire uno spazio di discussione condiviso sulla responsabilità dell’arte contemporanea nella creazione di immaginari alternativi.</p>
<p>Cinque appuntamenti serali scandiscono la mostra, presentando ogni settimana un nuovo video durante uno screening legato a un evento performativo pensato per gli spazi delle OGR Torino: lavori di artisti di provenienze e generazioni diverse si sommano in un racconto a più voci, e con più registri.</p>
<p>I lavori scelti per la mostra offrono una riflessione sul corpo, i suoi limiti e le sue potenzialità, le sue relazioni con il concetto di identità, le sue trasformazioni alla luce dei cambiamenti sociali e tecnologici della contemporaneità. Il titolo della mostra prende in prestito un verso del poeta e ricercatore Fred Moten, e diventa una constatazione di quello che, in tempo di crisi, l’arte è chiamata a fare: trasformare la caduta in una danza.</p>
<p>_______<br />
▪ Venerdì 21 febbraio 2020, dalle 20.30<br />
<strong>Hannah Black + Precious Okoyomon<br />
</strong>Screening video e performance<br />
_______<br />
▪ Evento rinviato a data da destinarsi<br />
<strong>Patrick Staff<br />
</strong>Screening video e performance<br />
_______<br />
▪ Venerdì 6 marzo 2020, dalle 20.30<br />
<strong>Lorenza Böttner</strong> | <strong>Eva Egermann</strong> e <strong>Viktor Neumann</strong><br />
Screening video e lecture performance<br />
In collaborazione con #OGRPublicProgram | Fondazione per l&#8217;Arte Moderna e Contemporanea CRT<br />
_______<br />
▪ Venerdì 13 marzo 2020, dalle 20.30<br />
<strong>Wong Ping | Beatrice Marchi</strong><br />
Screening video e performance<br />
_______<br />
▪ Venerdì 20 marzo 2020, dalle 20.30 alle 03.00<br />
Serata Finale: <strong>Colette Sadler | Marianna Simnett | Koreless </strong><br />
OGR SoundSystem | in collaborazione con Club To Club Festival</p>
<p>Tutte le serate saranno accompagnate da una introduzione musicale, curata da Ramona Ponzini in dialogo con i temi di ogni singolo incontro e da una fanzine prodotta in collaborazione con KABUL magazine, che fungerà da foglio di sala e conterrà la traduzione italiana inedita di un testo sulle tematiche trattate nella serata.</p>
<p>Tutti i reading e i video saranno in lingua inglese, i contenuti sono adatti ad un pubblico adulto.</p>
<p>Si ringraziano: tutti gli artisti, Barbara Casavecchia, Galleria Isabella Bortolozzi, Berlin; Commonwealth and Council, Los Angeles; The Society of Friends of Lorenza Böttner; Edouard Malingue Gallery, Hong Kong.</p>
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