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	<title>PROMEDIABOX &#187; Eventi</title>
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		<title>Lawrence Abu Hamdan  Air Pressure (A diary of the sky)</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2022 11:38:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Una delle istallazioni tra le più apprezzate della kermesse dell&#8217;arte contemporanea torinese del 2022 è sicuramente quella di Lawrence Abu Hamdan alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Via Modane. Un lavoro tecnicamente ineccepibile con un proiettore ad alta luminosità che proietta su di una superfice in stoffa nera con audio multicanale 5.1 per immergere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://fsrr.org/mostre/lawrence-abu-hamdan-air-pressure-a-diary-of-the-sky/" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-1894" src="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/FSRR-Lawrence-Abu-Hamdan-720x480.jpg" alt="fsrr-lawrence-abu-hamdan-720x480" width="720" height="480" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una delle istallazioni tra le più apprezzate della kermesse dell&#8217;arte contemporanea torinese del 2022 è sicuramente quella di Lawrence Abu Hamdan alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Via Modane.</p>
<p>Un lavoro tecnicamente ineccepibile con un proiettore ad alta luminosità che proietta su di una superfice in stoffa nera con audio multicanale 5.1 per immergere lo spettatore al centro di un video coinvolgente.</p>
<div class="exhibition__content text-02 ft-drop-caps">
<p style="text-align: center;"><strong>Lawrence Abu Hamdan</strong></p>
<p style="text-align: center;">Air Pressure (A diary of the sky)</p>
<p style="text-align: center;">The Future Fields Commission in Time-Based Media</p>
<p style="text-align: center;"><strong>A cura di Irene Calderoni and Amanda Sroka</strong></p>
<p>Lawrence Abu Hamdan è il terzo assegnatario della Future Fields Commission in Time-Based Media, un’iniziativa congiunta di Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e del Philadelphia Museum of Art a sostegno della creazione di opere innovative nei campi di videoarte, cinema, performance, sound e arte digitale. L’opera commissionata, Air Pressure (A Diary of the sky), è una installazione audio e video che prosegue la ricerca di Abu Hamdan sulla dimensione politica del suono. Attraverso indagini lunghe e rigorose, che raccolgono e analizzano testimonianze, registrazioni e documenti d’archivio, Abu Hamdan crea lavori che denunciano e insieme forniscono le prove di crimini e ingiustizie, spesso perpetrate a danno di individui e comunità che non hanno rappresentanza in contesti legali ufficiali.</p>
<p>L’indagine alla base di Air Pressure (A Diary of the sky) si concentra sullo spazio aereo libanese, specificamente su una condizione di onnipresente e intenso inquinamento acustico che influenza la vita del popolo libanese e che l’artista definisce “violenza atmosferica”. Il cielo del Libano è quotidianamente invaso dai voli militari di una potenza straniera, aerei e droni non autorizzati delle forze di difesa israeliane che esercitano una sorta di occupazione effimera del cielo, una costante pressione dall’alto che causa frequenze acustiche fisicamente e psicologicamente aggressive. I voli sono effettuati in violazione della Risoluzione ONU 1701 del 2006 che pose fine al conflitto militare tra Israele e Libano noto come la Guerra di Luglio. Ed è proprio grazie ai documenti depositati all’ONU che denunciano tali violazioni che l’artista è riuscito a documentare e mappare l’intera traiettoria storica del fenomeno, oltre 22.111 voli non autorizzati di jet, caccia, droni e altri veivoli senza pilota che negli ultimi 15 anni hanno dato vita a una protratta guerra sonora. L’artista la chiama “una bomba lunga”, che non arriva mai ma che con la sua minaccia estende la sua potenza distruttiva indefinitamente.</p>
<p>Attraverso l’analisi di questi dati Abu Hamdan ha prodotto una ricerca originale, che ha reso accessibile pubblicamente sul sito Airpressure.info, incluso in mostra. Il sito è un database interattivo che include sia i documenti presso l’ONU che le testimonianze sull’avvistamento dei voli raccolte attraverso una campagna di citizen journalism attivata dall’artista tramite i social media. Il materiale così raccolto, insieme a riprese effettuate o commissionate dall’artista, è alla base della video installazione Air Pressure (A Diary of the sky). La sceneggiatura si concentra nell’arco di un anno, da maggio 2020 a maggio 2021, e intreccia i dati di rilevazione dei voli a un resoconto cronologico dell’indagine stessa esposto dal private ear Abu Hamdan. Il video è proiettato su uno schermo cucito di tessuto cerato, riecheggiando una memoria sonora evocata nel video, la testimonianza di una sopravvissuta alla Seconda guerra mondiale che paragona il suono del passaggio dei voli militari allo strappo violento di un tessuto, come se il cielo stesso si aprisse, lacerandosi. L’opera di Abu Hamdan sviluppa una narrazione avvincente e sensoriale del concetto di violenza atmosferica, offrendo una riflessione storica e politica sull’impiego del rumore come strumento di espropriazione, condizionamento e controllo.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dalle OGR:Vogliamo Tutto! Ma proprio tutto!!! ;)</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2021 10:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Ciao a tutti, con tanta passione e impegno abbiamo consegnato questo nuovo lavoro veramente interessante; abbiamo progettato una soluzione tecnica che rispondesse al meglio alle esigenze artistiche degli artisti e dello spazio non lasciando nulla al caso. Gli apparati installati sono di qualità professionale con soluzioni tecnologiche all&#8217;avanguardia. &#160; Vogliamo tutto Una mostra [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/vogliamo-tutto-HD.jpg"><img class="aligncenter wp-image-1856 size-medium" src="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/vogliamo-tutto-HD-300x168.jpg" alt="vogliamo-tutto-hd" width="300" height="168" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciao a tutti, con tanta passione e impegno abbiamo consegnato questo nuovo lavoro veramente interessante; abbiamo progettato una soluzione tecnica che rispondesse al meglio alle esigenze artistiche degli artisti e dello spazio non lasciando nulla al caso. Gli apparati installati sono di qualità professionale con soluzioni tecnologiche all&#8217;avanguardia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Vogliamo tutto<br />
Una mostra sul lavoro, tra disillusione e riscatto<br />
</strong>A cura di Samuele Piazza con Nicola Ricciardi<br />
<strong><br />
OPENING | Sabato 25 settembre<br />
</strong><strong>dalle 10 alle 20, un’inaugurazione lunga un giorno, con attività per tutti.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Programma<br />
</strong><strong>h 14 &#8211; 20 performance di Adam Linder | </strong>Service No. 1<br />
<strong>h 16 | <a href="https://ogrtorino.it/events/cosa-voglio-fare-da-grande">OGR Kids Cosa voglio fare da grande</a> | </strong>Laboratorio per bambini, a cura di Arteco<br />
<strong>h 17 e 18 | <a href="https://ogrtorino.it/events/visita-guidata-alla-mostra-vogliamo-tutto">visita guidata</a> | </strong>Percorso adatto dai 5 ai 99 anni, a cura di Arteco</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ingresso gratuito<br />
</strong>Prenotazione necessaria per laboratorio e visite guidate</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>In ottemperanza al D.L. del 23 luglio 2021, n. 105, per accedere in mostra è necessario presentare il Green Pass</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Orari di apertura</strong><br />
<strong>giovedì</strong> e <strong>venerdì</strong> dalle <strong>12</strong> alle <strong>20</strong><br />
<strong>sabato</strong> e <strong>domenica</strong> dalle <strong>10</strong> alle <strong>20</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una <strong>mostra collettiva</strong> per riflettere sulla <strong>trasformazione del lavoro nel contesto post-industriale e digitale</strong>, tra coscienza e disillusione, precarietà e riscatto, a cura di Samuele Piazza con Nicola Ricciardi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In OGR Torino, luogo simbolo della <strong>transizione verso nuovi modelli di produttività</strong>, le installazioni, le sculture, i video e le performance di <strong>tredici artisti internazionali</strong> invitano a osservare i <strong>resti di un recente passato industriale</strong> e le <strong>ambivalenze di nuove condizioni lavorative</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cinquant’anni dalla pubblicazione di <strong><em>Vogliamo tutto</em></strong>, romanzo di Nanni Balestrini sulla lotta operaia a Torino da cui la mostra prende il titolo, oggi ha ancora senso <em>volere tutto</em>?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In mostra opere di</strong>: Andrea Bowers, Pablo Bronstein, Claire Fontaine, Tyler Coburn, Jeremy Deller, Kevin Jerome Everson, LaToya Ruby Frazier, Elisa Giardina Papa, Liz Magic Laser, Adam Linder, Sidsel Meineche Hansen, Mike Nelson, Charlotte Posenenske.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le <strong>performance</strong> di <strong>Adam Linder</strong> sono in programma nel Duomo di OGR, dalle ore 14 alle 20, secondo il seguente calendario:<br />
<strong>25-26 settembre 2021 | </strong><em>Service No. 1</em><br />
<strong>2-3 ottobre 2021 | </strong><em>Service No. 1 + Service No. 5</em><br />
<strong>30-31 ottobre 2021 | </strong><em>Service No. 1</em><strong><br />
5-7 novembre 2021 | </strong><em>Service No. 1 + Service No. 5</em><br />
<strong>15-16 gennaio 2022 | </strong><em>Service No. 1</em><strong><br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le performance sono eseguite da Delphine Gaborit, <em>Service No. 1</em><br />
Leah Katz, Justin Francis Kennedy, Robert Fredrik Stanley Malmborg, Noha Ramadam, Stephen Clifford Thompson, Anna Lea von Glasenapp, <em>Service No. 5</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>OGR Torino dedica all’approfondimento dei temi in mostra due speciali<strong> OGR Public Program</strong>:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>28 settembre 2021 h 18.30</strong> <strong>|</strong> <em><a href="https://ogrtorino.it/events/ogr-public-program-come-tutto-fini-e-anche-un-poco-perche">Come tutto finì (e anche un poco perché)</a><br />
</em>con <strong>Franco “Bifo” Berardi</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2 ottobre 2021 h 18.30 |</strong> <em><a href="https://ogrtorino.it/events/ogr-public-program-the-last-cruze-a-torino">The Last Cruze, a Torino</a><br />
</em>Una conversazione tra <strong>LaToya Ruby Frazier</strong> e <strong>Samuele Piazza</strong><br />
Inoltre, in occasione dell’opening del 25 settembre, OGR Torino inaugura una <strong>nuova stagione di attività creative, artistiche ed educative aperte a tutti</strong>. Scopri tutti gli appuntamenti in programma, <span style="text-decoration: underline;"><a href="https://ogrtorino.it/updates/vogliamo-tutto-e-di-piu-attivita-in-mostra-e-dintorni" target="_blank">cliccando qui</a>.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ringrazio, come sempre, i colleghi ed amici con cui abbiamo condiviso il lavoro: Samuele, Vale, Jacopo, Francesco, Trilli, Jessika, Alice, Andrea, Boris, Luca, Pier, Marco, Gabriele, Francesco e tutti i ragazzi di snodo e della sorveglianza.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>PROPOSTE PER AFFRONTARE L’EMERGENZA COVID-19 NEL MONDO DEGLI EVENTI</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2020 16:40:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[PROPOSTE PER AFFRONTARE L’EMERGENZA COVID-19 NEL MONDO DEGLI EVENTI]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; al Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Giuseppe Conte al Ministro dell’Economia e delle Finanze Prof. Roberto Gualtieri al Ministro dello Sviluppo Economico Ing. Stefano Patuanelli al Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Avv.to Dario Franceschini PROPOSTE PER AFFRONTARE L’EMERGENZA COVID-19 NEL MONDO DEGLI EVENTI PRIMI A DOVERCI [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/PROFILO-WHATSAPP.jpg"><img class="size-medium wp-image-1776 aligncenter" src="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/PROFILO-WHATSAPP-300x300.jpg" alt="profilo-whatsapp" width="300" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>al Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Giuseppe Conte</p>
<p>al Ministro dell’Economia e delle Finanze Prof. Roberto Gualtieri</p>
<p>al Ministro dello Sviluppo Economico Ing. Stefano Patuanelli</p>
<p>al Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Avv.to Dario Franceschini</p>
<h2></h2>
<h2><strong>PROPOSTE PER AFFRONTARE L’EMERGENZA COVID-19 NEL MONDO DEGLI EVENTI</strong></h2>
<h2><strong>PRIMI A DOVERCI FERMARE, ULTIMI A RIPARTIRE.</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>C’è una industria in Italia che non si vede, ma che realizza tutto ciò che viviamo ogni giorno come</p>
<p>comunità. Un’industria che, da protagonista silenziosa, pervade tutti gli ambiti professionali con i grandi</p>
<p>eventi corporate, privati e consumer, le convention, i congressi, i concerti, le conferenze internazionali o le</p>
<p>fiere. Ma crea anche emozioni condivise con gli show, gli eventi di piazza, le event week e le innumerevoli</p>
<p>iniziative che coinvolgono ogni città italiana. È l’industria degli eventi che in Italia è costituita da una filiera</p>
<p>lunga e articolata. Ne fanno parte le agenzie che raccolgono le ambizioni dei clienti e coordinano</p>
<p>le professionalità che le realizzano, chi gestisce le location per un set perfetto, chi costruisce l’atmosfera</p>
<p>come i service audio-video, gli allestitori, gli scenografi, i registi, il catering.</p>
<p>È un settore del cui lavoro si gode spesso solo la magia finale. Tuttavia, questa magia è frutto di grande</p>
<p>tecnica e competenza e contribuisce in maniera decisiva allo sviluppo del turismo in Italia, dell’occupazione</p>
<p>alberghiera e dei trasporti.</p>
<p>Volume di affari*: 65,5 miliardi di Euro</p>
<p>Impatto sul PIL*: 36,2 miliardi di Euro</p>
<p>Nr addetti*: 569 mila gli addetti dell’intera filiera</p>
<p>Nr di notti acquistate in hotel per eventi: 40% del totale</p>
<p>Nr di partecipanti agli eventi in Italia*: 56,4 i milioni</p>
<p>(la stessa persona può partecipare a più eventi e sono inclusi anche visitatori stranieri).</p>
<p>L’industria degli eventi programma con mesi ed anni d’anticipo, sono quindi necessari interventi di lungo</p>
<p>periodo a sostegno delle imprese.</p>
<p>*Fonte: stima su dati Oxford Economics e Istituto AstraRicerche/ADC Group</p>
<p><strong>LE MISURE A SUPPORTO DEL COMPARTO</strong></p>
<p><strong>RISORSE UMANE</strong></p>
<ul>
<li>Estensione degli ammortizzatori sociali previsti per l’emergenza COVID-19 fino al 31/12/2020.</li>
<li>Estensione ai lavoratori stagionali, intermittenti e di surroga di ammortizzatori sociali sulla base delle ore lavorate nel 2019.</li>
</ul>
<ul>
<li>Bonus di 1000 euro/mese per i lavoratori autonomi, parasubordinati, occasionali e P.Iva fino al 31/12/2020.</li>
</ul>
<p><strong>CREDITO D’IMPOSTA</strong></p>
<ul>
<li>Credito d’imposta pari al totale dei costi delle risorse umane per i mesi di inattività del 2020 (ad esclusione delle ore coperte da ammortizzatori sociali).</li>
<li>Credito d’imposta pari al 30% dei costi delle risorse umane per il 2021.</li>
<li>Credito di imposta pari al 60%, degli affitti commerciali per il periodo Marzo/Dicembre 2020, cedibile ai proprietari d’immobili.</li>
<li>Credito d’imposta pari al 50% dei costi sostenuti per prevenire il rischio biologico Covid19 negli eventi organizzati nel periodo ottobre-dicembre 2020 e nel 2021.</li>
</ul>
<p><strong>FISCALITÀ E SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO AZIENDALE</strong></p>
<ul>
<li>Detassazione degli utili imponibili relativi all’anno 2019 (da dichiarare con UNICO Società 2020) se accantonati a riserva straordinaria e legale.</li>
<li>In alternativa, al punto che precede introduzione di un meccanismo eccezionale di riporto all’indietro (loss carry-back) della perdita fiscale 2020 da utilizzare in compensazione con gli utili 2019 dichiarati e tassati. Il meccanismo di loss carry-back garantisce la liquidazione ex novo della dichiarazione 2019, con emersione di un credito d’imposta che potrà esser utilizzato in compensazione orizzontale con altre imposte (es. IVA).</li>
<li>Sospensione dell’acconto IRES ed IRAP dovuto per il 2020, indipendentemente dalla modalità di calcolo (storico o previsionale). Conseguente pagamento delle imposte dovute per il 2020 mediante unico versamento a saldo a giugno del 2021 rateizzabile secondo le modalità ordinarie.</li>
</ul>
<p>powered by www.eventsliveindustry.it</p>
<ul>
<li>Introduzione di un meccanismo di “ammortamento” straordinario delle perdite relative all’anno 2020, sia dal punto di vista fiscale che civilistico, su almeno 5 anni successivi di bilancio al fine di preservare il Patrimonio Netto delle imprese del settore.</li>
</ul>
<p>LIQUIDITÀ</p>
<ul>
<li>Accesso automatico senza alcuna istruttoria e immediato a finanziamenti fino ad un importo di 1 milione di euro a tasso 0% a 15 anni garantiti al 100% da SACE S.p.A. o dal Fondo Centrale di Garanzia PMI, con preammortamento di 24 mesi.</li>
</ul>
<ul>
<li>Possibilità di accesso alle stesse agevolazioni anche per le imprese che evidenzino situazioni di “sofferenza” nei confronti del sistema bancario.</li>
</ul>
<p>SOSTEGNO ALLA DOMANDA</p>
<ul>
<li>Al termine della fase di emergenza, per fare ripartire l’Events &amp; Live Industry, riconoscimento dei crediti d’imposta per un biennio alle aziende che investono in eventi business &amp; consumer sul territorio nazionale.</li>
<li>In materia di IVA, applicabilità dell&#8217;Art 7-ter del DPR 633/72 a tutti gli eventi organizzati in Italia commissionati da soggetti passivi IVA esteri.</li>
<li>Lo stesso incentivo è richiesto anche per gli eventi commissionati da soggetti privati esteri.</li>
<li>Nella fase di rilancio del Paese, stanziare risorse a sostegno della promozione e della competitività dell’Italia sul piano internazionale. Le competenze di comunicazione, destination marketing e relazioni internazionali delle associazioni firmatarie di questo documento sono state messe a disposizione di ICE ed ENIT in qualità di enti preposti alla promozione internazionale del brand Italia e si aspettano condivisione di progettualità e investimenti dedicati.</li>
</ul>
<p>TEMPI E MODALITA’</p>
<ul>
<li>La pianificazione anticipata è elemento fondamentale per lo svolgimento dell’attività di organizzazione degli eventi. Per questo chiediamo date certe di riavvio delle attività congressuali, fieristiche e degli eventi aggregativi in genere. Solo con un calendario chiaro delle riaperture il mondo degli eventi potrà riprendere il proprio lavoro.</li>
</ul>
<ul>
<li>È necessaria la condivisione delle regole previste per la Fase 2 e Fase 3 con le imprese e i professionisti del settore per contribuire efficacemente alla stesura dei protocolli igienico sanitari e comportamentali, perché solo tali soggetti</li>
</ul>
<p>LETTERA APERTA del 27 Aprile 2020</p>
<p>powered by www.eventsliveindustry.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Creiamo emozioni portando in scena i sogni.</p>
<p>Dietro ad ogni evento live ci siamo noi</p>
<p>e vogliamo tornare a farvi sognare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>SEGUITE LA NOSTRA CAMPAGNA</p>
<p>e condividete il nostro appello.</p>
<p>https://eventsliveindustry.it</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Museo Egizio &#8211; Inaugurazione delle nuove sale storiche</title>
		<link>http://www.promediabox.com/museo-egizio-inaugurazione-delle-nuove-sale-storiche/</link>
		<comments>http://www.promediabox.com/museo-egizio-inaugurazione-delle-nuove-sale-storiche/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2019 10:35:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Egizio]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Egizio Torino]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Il museo Egizio inaugura il suo accesso alle sale espositive raccontando di se, della sua storia e del suo patrimonio culturale. Siamo orgogliosi di essere stati parte attiva nella progettazione e nella realizzazione di questo nuovo allestimento, importante per il patrimonio culturale della città e di tutta l&#8217;umanità. &#160; Evelina Christillin, presidente del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.museoegizio.it/" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1735" src="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/mensa-isiaca-300x180.jpg" alt="mensa-isiaca" width="300" height="180" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il museo Egizio inaugura il suo accesso alle sale espositive raccontando di se, della sua storia e del suo patrimonio culturale.</h2>
<p>Siamo orgogliosi di essere stati parte attiva nella progettazione e nella realizzazione di questo nuovo allestimento, importante per il patrimonio culturale della città e di tutta l&#8217;umanità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>Evelina Christillin, presidente del Museo Egizio</i></b></p>
<p><i>“Dopo quasi 200 anni di storia il Museo Egizio continua a caratterizzarsi come un’istituzione dinamica e in continuo fermento. Il riallestimento delle sale che introducono la visita con il racconto delle origini di questa collezione, costituisce un’occasione preziosa per riscoprire e approfondire le profonde connessioni tra la storia di questo luogo e quella del territorio che lo ospita, nonché a collocarla all’interno del più generale contesto socio-culturale nazionale e internazionale. Un progetto particolarmente significativo lungo il percorso di avvicinamento al bicentenario del Museo Egizio che celebreremo nel 2024 e per il quale siamo già all’opera per sviluppare un’opportuna concertazione con il Mibact, la Soprintendenza, gli enti del territorio e gli altri soggetti coinvolti”.</i></p>
<p><b><i>Christian Greco, direttore del Museo Egizio</i></b></p>
<p><i>“L’esigenza di intervenire sull’assetto espositivo a meno di cinque anni dal riallestimento della collezione pone le sue basi nella natura stessa di un museo e dell’Egizio in particolare: questo è un luogo vivo, in continuo divenire, che muta e si evolve in virtù dei risultati della ricerca e del suo essere parte attiva della comunità. Cambiare e adeguare sé stessi è quindi una naturale vocazione per un’istituzione come la nostra”.</i></p>
<p><i>“Per questo importante progetto la ricerca rappresenta ancora una volta il punto di partenza per la nostra attività espositiva. Grazie al lavoro svolto dai nostri curatori sugli archivi, infatti, il nuovo percorso espositivo sviluppa ed espande la narrazione sulla storia del Museo, con elementi utili a rappresentare il contesto culturale al cui interno si è sviluppata. Tale scelta ha permesso di affiancare alla narrazione principale altre storie, che finora non erano state approfondite all’interno dell’esposizione, che, tra l’altro, contribuiscono a inserire la vicenda torinese nel quadro più complesso della realtà egiziana ed europea”.</i></p>
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		<title>Biennale dell&#8217;immagine in movimento</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jun 2019 05:02:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; Opening 21 giugno, dalle 19:00 alle 24:00 Binario 1 &#38; 2 &#160; Grazie all’inedita e articolata collaborazione avviata tra il Centre d’Art Contemporain di Ginevra e le OGR Torino in occasione dell’edizione 2018 della Biennale, dal 21 giugno al 29 settembre 2019 la Biennale dell&#8217;Immagine in Movimento &#8211; The Sound of Screens Imploding, per la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ogrtorino.it/events/biennale-de-limage-en-mouvement" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1701 size-large" src="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/Meriem-Bennani-Party-on-the-CAPS_5-1920x1080-1024x576.jpg" alt="meriem-bennani-party-on-the-caps_5-1920x1080" width="900" height="506" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Opening 21 giugno, dalle 19:00 alle 24:00</strong><br />
<strong>Binario 1 &amp; 2</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Grazie all’inedita e articolata collaborazione avviata tra il <strong>Centre d’Art Contemporain di Ginevra</strong> e le <strong>OGR Torino </strong>in occasione dell’edizione 2018 della Biennale, <strong>dal 21 giugno al 29 settembre 2019</strong> la<strong> Biennale dell&#8217;Immagine in Movimento</strong> &#8211; <strong>The Sound of Screens Imploding</strong>, per la prima volta in assoluto nella sua lunga esistenza lascia la sua sede storica di <strong>Ginevra </strong>per trasferirsi a <strong>Torino.</strong><br />
Sotto la guida di <strong>Andrea Lissoni</strong>, Senior Curator della Tate Modern di Londra, e di <strong>Andrea Bellini</strong>, Direttore del Centre d’Art Contemporain, a Torino viene allestita una differente versione della mostra ginevrina, ripensata per gli spazi delle ex officine di Corso Castelfidardo grazie al supporto di <strong>Andreas Angelidakis</strong>, già architetto della Biennale di Berlino 2014 e di Documenta 2017.</p>
<p>Partendo dall&#8217;idea che l&#8217;era della proiezione su schermi stia volgendo al termine per lasciare spazio a nuove e riverberanti realtà, <strong>La Biennale dell&#8217;Immagine in Movimento</strong> &#8211; <strong>The Sound of Screens Imploding </strong>indaga lo stato odierno della video arte e il suo display espositivo, sottolineando il potenziale sperimentale dei nuovi linguaggi e analizzando quelle che sono le peculiarità che li determinano.</p>
<p>L’analisi sull&#8217;attualità e sulla politica è messa in scena grazie a una serie di dialoghi tra artisti differenti per poetica e provenienza geografica, ma tutti solidamente radicati nella storia del loro tempo. Troviamo così esposti in mostra i lavori di <strong>Lawrence Abu Hamdan, Korakrit Arunanondchai &amp; Alex Gvojic</strong>, <strong>Meriem Bennani</strong>, <strong>Ian Cheng</strong>,<strong> Elysia Crampton,</strong> <strong>Tamara Henderson e Kahlil Joseph</strong>, e <strong>Andreas Angelidakis</strong>.</p>
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		<title>Camera con video. Video arte dalla collezione MiramART</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Oct 2018 11:06:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Dal 13 Ottobre 2018 al 14 Ottobre 2018 Santa Margherita Ligure &#124; Genova Luogo: Grand Hotel Miramare E-Mail info: miramart@grandhotelmiramare.it &#160; Comunicato Stampa: Sabato 13 e domenica 14 ottobre 2018, in occasione della  Quattordicesima Giornata delContemporaneo, promossa da  AMACI &#8211; Associazione dei Musei d&#8217;Arte Contemporanea Italiani &#8211; l&#8217;associazione MiramART apre al pubblico i saloni del Grand Hotel Miramare di Santa Margherita [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/miramare.jpg"><img class="aligncenter wp-image-1634 " src="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/miramare-1024x682.jpg" alt="miramare" width="683" height="455" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="date_default">
<p><strong>Dal 13 Ottobre 2018 al 14 Ottobre 2018</strong></p>
</div>
<div class="loc_default">
<p><strong>Santa Margherita Ligure | Genova</strong></p>
</div>
<p class="mostra-cnt-par"><span class="lato">Luogo:</span> Grand Hotel Miramare</p>
<p class="mostra-cnt-par"><span class="lato">E-Mail info:</span> <a href="mailto:miramart@grandhotelmiramare.it?subject=Richiesta%20informazioni.">miramart@grandhotelmiramare.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="mostra-cnt-par"><span class="lato">Comunicato Stampa:</span><br />
Sabato 13 e domenica 14 ottobre 2018, in occasione della  <strong>Quattordicesima</strong> <strong>Giornata del</strong><strong>Contemporaneo</strong>, promossa da <strong> AMACI</strong> &#8211; <strong>Associazione dei Musei d&#8217;Arte Contemporanea Italiani</strong> &#8211; l&#8217;associazione <strong>MiramART</strong> apre al pubblico i saloni del Grand Hotel Miramare di Santa Margherita Ligure per presentare i video d&#8217;arte contemporanea della sua collezione con opere di <strong>Adrian Paci</strong> (The Column), <strong>Haris Epaminonda</strong> (Pond), <strong>Yuri Ancarani</strong> (Made in Italy e Wedding), <strong>Lawrence Abu Hamdan</strong> (The All Hearing), <strong>Bertille Bak</strong> (Boussa from the Netherlands) e <strong>Trisha Baga</strong> (Other Gravity).Per la prima volta nei suoi 116 anni di attività, il Miramare accoglierà i visitatori in un percorso dove ogni singolo video troverà spazio all’interno degli ambenti comuni, dal pianobar alla sala gioco, dal giardino d’inverno al salone delle feste, favorendo un insolito dialogo tra una grande architettura liberty e l’arte contemporanea.<strong>MiramART</strong> è un’associazione culturale fondata nel 2014 da Andrea Botto e Andrea Fustinoni, con la presidenza onoraria di Arturo Schwarz. La sua finalità è promuovere la conoscenza dell’arte contemporanea attraverso talk, mostre, sostegno ad artisti italiani e art commission.</p>
<p>Le proiezioni saranno visibili dalle ore 10 alle ore 19.</p>
</div>
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		<title>Dancing is what we make of falling</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Oct 2018 13:53:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Dancing is what we make of falling è una mostra di video, che si susseguono, settimana dopo settimana, su uno stesso schermo. I lavori di artisti di provenienze e generazioni diverse si sommano, in un racconto a più voci, e con più registri. Sei appuntamenti serali (+1) scandiscono la mostra, presentando ogni settimana un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/lor_social.jpg"><img class="aligncenter wp-image-1629 size-medium" src="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/lor_social-300x228.jpg" alt="lor_social" width="300" height="228" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Dancing is what we make of falling</em></strong> è una <strong>mostra di video</strong>, che si susseguono, settimana dopo settimana, su uno stesso schermo.<br />
I lavori di artisti di provenienze e generazioni diverse si sommano, in un racconto a più voci, e con più registri.<br />
<strong>Sei appuntamenti serali (+1)</strong> scandiscono la mostra, presentando <strong>ogni settimana un nuovo video</strong> grazie agli <strong>interventi di ricercatori, artisti e collaboratori</strong>. Ogni evento vuole essere un’occasione di incontro e riflessione condivisa coi partecipanti, trasformando lo spazio di mostra in uno <strong>luogo di ritrovo e dibattito critico</strong>.</p>
<p>In un mondo che vede crescere a dismisura le disparità economiche e sociali, in cui si erigono muri fisici e metaforici per tenere l’<em>Altro</em> lontano dagli occhi, in cui ondate sempre più violente di “espulsioni” e rampanti rigurgiti di razzismo dominano lo scenario politico e sociale, il lavoro degli artisti rimane fondamentale, nella sua creazione di immaginario.</p>
<p>Il titolo della mostra prende in prestito un verso del poeta e ricercatore Fred Moten, e diventa una constatazione di quello che, in tempo di crisi, l’arte è chiamata a fare: <strong>trasformare la caduta in una danza</strong>. Sfidando le convenzioni e osservando il mondo contemporaneo dalla sua prospettiva allo stesso tempo privilegiata e periferica, l’arte si interroga sulle dinamiche che contribuiscono alla creazione di soggettività in un mondo neoliberista, mettendo in dubbio le sue certezze e offrendo una realtà alternativa a quella presente.</p>
<p>Durante ogni serata saranno realizzati, in collaborazione con <em>Kabul Magazine</em>, un podcast e una fanzine dedicata, contenente la traduzione di un saggio, inedito in italiano, che serva da materiale di ricerca e offra una ulteriore chiave di lettura dei video proiettati.<br />
Come parte integrante del programma della mostra, il 30 settembre, le OGR ospiteranno <em>minor matter </em>della danzatrice e coreografa <strong>Ligia Lewis</strong>.<br />
Durante le serate si susseguiranno interventi pensati appositamente per lo spazio da parte di una serie di artisti (Enrico Boccioletti, Dafne Boggeri, Benni Bosetto, Drifters, Ramona Ponzini &amp; RPM Watts), e interventi da parte di una serie di curatori, attivisti, e ricercatori (Lucrezia Calabrò Visconti, Ilenia Caleo, Irene Dionisio e Nicoletta Vallorani) faranno da contraltare alle proiezioni. All’interno della programmazione, il 21 settembre, sarà inoltre ospitata una serata in collaborazione con Zell Revlon &amp; Matteo Mizrahi per la realizzazione del loro secondo Ball.</p>
<div>Programma Eventi</div>
<ul>
<ul>
<li><strong>13.09.2018 dalle ore 20.30<br />
</strong>Screening &gt;<strong> Tracey Moffatt</strong><br />
a seguire performance di <strong>Drifters</strong> <em><em><em><em>You are just like my skin</em></em></em></em><br />
Interviene: <strong>Irene Dionisio</strong></li>
</ul>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<ul>
<li><strong>21.09.2018 dalle ore 18.00<br />
</strong>Screening &gt; <strong>Jacolby Satterwhite<br />
</strong>a seguire<strong> </strong><em>The Dark Side Ball </em>by <strong><strong><strong>Zell Revlon &amp; Matteo Mizrahi</strong></strong></strong><br />
Intervengono: <strong>Samuele Piazza &amp; Valentina Lacinio</strong></li>
</ul>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<ul>
<li><strong>30.09.2018 dalle ore 18.00</strong><br />
Performance di <strong>Ligia Lewis</strong> <em>m<em><em><em>inor matter</em></em></em></em></li>
</ul>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<ul>
<li><strong>05.10.2018 dalle ore 19.00<br />
</strong>Screening &gt; <strong>Roee Rosen</strong> + <strong>Goldschmied &amp; Chiari<br />
</strong>a seguire performance di<strong> Benni Bosetto </strong><em><em><em><em>Scaramazzi</em></em></em></em><br />
Interviene: <strong><strong>Lucrezia Calabrò Visconti</strong></strong></li>
</ul>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<ul>
<li><strong>12.10.2018 dalle ore 19.00</strong><br />
Screening &gt;<strong> Loretta Fahrenholz<br />
</strong>a seguire performance di<strong> Dafne Boggeri </strong>con<strong> TISANA </strong>(<strong>Adele H, Isamit Morales</strong>)<br />
Interviene: <strong><strong>Nicoletta Vallorani<br />
</strong></strong>Prenota <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-dancing-is-what-we-make-of-falling-loretta-farenholz-49548344432" target="_blank" rel="noopener">qui.</a></li>
</ul>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<ul>
<li><strong>15.10.2018 dalle ore 19.00</strong><br />
Screening &gt; <strong><strong><strong>Wu Tsang</strong></strong></strong><br />
Intervengono: <strong><strong>Samuele Piazza &amp; Valentina Lacinio<br />
</strong></strong>Prenota <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-dancing-is-what-we-make-of-falling-wu-tsang-49548122769" target="_blank" rel="noopener">qui</a>.</li>
</ul>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<ul>
<li><strong>19.10.2018 dalle ore 19.00</strong><br />
Screening &gt; <strong>Hardeep Pandhal</strong> + <strong>Sonia Boyce<br />
</strong>a seguire<b> </b>performance di <strong>Ramona Ponzini &amp; Rpm Watts</strong> + <strong>Enrico Boccioletti &amp; Alessandro Di Pietro<br />
</strong>Interviene:<strong> Ilenia Caleo<br />
</strong>Prenota <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-dancing-is-what-we-make-of-falling-hardeep-pandhal-sonya-boyce-49548374522" target="_blank" rel="noopener">qui</a>.</li>
</ul>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>&#8220;Forgive me, distant wars, for bringing flowers home&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jul 2018 14:26:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Ramin Haerizadeh, Rokni Haerizadeh, Hesam Rahmanian. &#8220;Forgive me, distant wars, for bringing flowers home&#8221; &#124; Opening: 12 luglio 2018, ore 19.30 &#8211; 24.00 &#124; &#124; Talk: 12 luglio 2018, ore 18.00 &#124; &#160; Binario 1 OGR &#8211; Officine Grandi Riparazioni &#8220;Forgive me, distant wars, for bringing flowers home&#8221; – verso tratto dalla poesia Under [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ogrtorino.it/events/forgive-me-distant-wars-for-bringing-flowers-home-ramin-haerizadeh-rokni-haerizadeh-hesam-rahmanian-opening-july-12-2018" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1613 size-full" src="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/Web_OGR_ROKNI.jpg" alt="web_ogr_rokni" width="640" height="360" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ramin Haerizadeh, Rokni Haerizadeh, Hesam Rahmanian.<br />
<strong>&#8220;Forgive me, distant wars, for bringing flowers home&#8221;</strong><br />
| <strong>Opening</strong>: 12 luglio 2018, ore 19.30 &#8211; 24.00 |<br />
| <a href="http://www.ogrtorino.it/events/the-strength-of-facts-ramin-haerizadeh-rokni-haerizadeh-and-hesam-rahmanian-in-conversation-with-abaseh-mirvali" target="_blank" rel="noopener">Talk</a>: 12 luglio 2018, ore 18.00 |</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Binario 1</strong><br />
<strong>OGR &#8211; Officine Grandi Riparazioni<br />
</strong></p>
<p><strong>&#8220;Forgive me, distant wars, for bringing flowers home&#8221;</strong> – verso tratto dalla poesia <em>Under One Small Star </em>di Wislawa Szymborska – è il titolo scelto per la mostra di <strong>Ramin Haerizadeh</strong>, <strong>Rokni Haerizadeh</strong> e <strong>Hesam Rahmanian</strong> in programma alle OGR di Torino dal 12 luglio al 30 settembre 2018. Un percorso espositivo che cerca di dare una chiave di lettura alla pratica artistica di Ramin, Rokni ed Hesam, concentrandosi sulle loro metodologie di lavoro e sul processo di realizzazione e di comunicazione delle opere. Negli ultimi decenni, i tre artisti hanno condiviso una filosofia di vita che li ha condotti a una “creazione comune”, condizionata dalla relazione con le conoscenze e le capacità tecniche altrui, nella quale la pratica individuale e quella collettiva interagiscono. Dall’intreccio dei loro dialoghi con quelli di altri artisti, amici e collaboratori – tra cui il direttore di scena Joan Baixas, l’ingegnere robotico John Cole, l’artista di comunità Niyaz Azadikhah, e lo scrittore e produttore Mandana Mohit –  è emerso un linguaggio personale che ha permesso ai tre artisti di presentare, all’interno del proprio processo creativo, diversi livelli di contenuto e struttura.</p>
<p>Consapevoli che la loro pratica non comprende solo ciò che da loro è creato, ma anche i contributi degli altri individui con i quali si relazionano, Ramin, Rokni ed Hesam rifiutano il concetto dell’Artista Genio, preferendo riconoscere tutti i facenti parte del processo di realizzazione del lavoro – da altri artisti a falegnami, tecnici e light designer – come parte del processo di sviluppo di un ambiente condiviso e collaborativo determinante nella creazione di qualcosa di nuovo. Ad esempio, di una mostra. In altre parole, i partecipanti condividono metodi, modi di pensare e lavorare, costruendo di conseguenza una sensibilità altra che permette la creazione di qualcosa di nuovo.</p>
<p>Nella loro pratica collaborativa, gli artisti creano una serie di alter ego che permette loro di giocare con le identità individuali, lavorando con tematiche legate al linguaggio, allo spazio vuoto, al potere, alla trasformazione, all’appartenenza, al dislocamento, all’esilio, alla sofferenza e alla distruzione. Queste <em>creature</em> – così come gli artisti stessi le definiscono – vivono in video documentari sul loro processo creativo e in performance video, vere e proprie opere d’arte. Questi personaggi, antropomorfi, fito o zoomorfi, sono caratterizzati da un qualche tipo di limitazione sensoriale o motoria, considerata dagli artisti punto di partenza per affinare gli altri sensi. Piccole persone con nasi e orecchie da roditori, code da pesce o teste di lattuga diventano quindi protagoniste di un mondo fittizio che entra nella vita degli spettatori come performance live o installazione di opere create dalle creature stesse. Reinterpretando la pratica dell’<em>objet trouvè</em>, quando diventano creature e desiderano raccontare la loro storia, gli artisti selezionano una serie di oggetti quotidiani. Oggetti indossati, malconci o dimenticati sono reinventati in un mondo parallelo e connotati da nuovi significati. Nel loro materializzare un immaginario, nel loro riuso di oggetti abbandonati, le creature offrono una sottile, a volte opaca, lettura della società contemporanea.</p>
<p>La mostra non vuole essere una retrospettiva dell’opera degli artisti. <strong><em>Forgive me, distant wars, for bringing flowers home</em></strong> desidera essere una dimostrazione del come Ramin, Rokni ed Hesam sviluppino il loro senso eterogeneo di creazione, un racconto del lavoro da una prospettiva che ne osserva il meccanismo e ne esalta la filosofia basata sulla condivisione della realtà e l’inclusione degli altri.</p>
<p><em>— Estratto, riadattato in lingua italiana, dal testo curatoriale scritto da Abaseh Mirvali e Constanza Medina.</em></p>
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		<title>Inizia LUNATHICA 2018!!!!!</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2018 18:43:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[festival teatro di strada]]></category>
		<category><![CDATA[Lunathica]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal 1° al 30 giugno torna Lunathica &#8211; Festival Internazionale di Teatro di Strada, un festival diffuso a due passi da Torino e dalla Reggia di Venaria, immerso nelle bellezze paesaggistiche del Canavese e delle valli montane, unite dalla nuova pista ciclabile del progetto Corona Verde della Regione Piemonte. Lunathica quest’anno propone 15 serate con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Video Lunathica 2018" href="https://www.youtube.com/watch?v=9BRb24mDg98" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-1591 size-full" src="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/PROGRAMMA-Slide-Sito2-e1524156621619.jpg" alt="programma-slide-sito2-e1524156621619" width="850" height="329" /></a></p>
<p><strong>Dal 1° al 30 giugno torna <a href="http://lnx.lunathica.it/lun/">Lunathica</a> &#8211; Festival Internazionale di Teatro di Strada</strong>, un <strong>festival diffuso</strong> a due passi da Torino e dalla Reggia di Venaria, immerso nelle <strong>bellezze paesaggistiche</strong> del Canavese e delle valli montane, unite dalla nuova pista ciclabile del progetto <strong>Corona Verde</strong> della Regione Piemonte. Lunathica quest’anno propone <strong>15 serate</strong> con <strong>25 compagnie </strong>provenienti da <strong>Canada, Spagna, Argentina, Messico, Francia, Slovacchia, Nuova Caledonia, Israele, Svizzera, Italia, Stati Uniti e Austria</strong>, <strong>15 primenazionali, 11 date uniche in Italia e 5 prime regionali</strong>.</p>
<p>Strade, piazze, cortili verranno ridisegnati da performance capaci di far commuovere, divertire ed emozionare il pubblico, il cui trend di crescita positivo testimonia il diffuso apprezzamento del Festival. Portare lo spettacolo in contesti inconsueti è una delle vocazioni del Festival e sarà estremamente emozionante e suggestivo trovarsi anche quest’anno (23 giugno a Nole) immersi nella natura e nella cornice <strong>dell’oasi naturalistica “I Gorét” </strong>(un magnifico bosco nel cuore dell’area naturale, collegata al comune di Nole attraverso la pista ciclabile <strong>Corona Verde Stura</strong>) che si riconferma come il perfetto contesto bucolico in cui ricreare atmosfere di grande suggestione. A calarsi nella rigogliosa natura dei Gorét sarà lo spettacolo <strong>Mulïer</strong>, della pluripremiata compagnia catalana di danza urbana <strong>Maduixa</strong>.</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=9BRb24mDg98">Quì il video dell&#8217;edizione 2018</a></p>
<p><strong>INGRESSO GRATUITO</strong></p>
<p><strong>Tutti gli spettacoli si terranno anche in caso di pioggia, presso location al coperto </strong></p>
<p>Balangero &#8211; 1° giugno</p>
<p>Lanzo Torinese &#8211; 2 giugno</p>
<p>Torino – 2 giugno (evento off)</p>
<p>San Francesco al Campo – 8/9 giugno</p>
<p>Fiano – 14 giugno</p>
<p>San Maurizio Canavese &#8211; 15/16 giugno</p>
<p>Nole &#8211; 22/23 giugno</p>
<p>Ciriè – 28/29/30 giugno</p>
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		<title>Anche le Statue Muoiono</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2018 10:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[paolo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Progetto realizzato grazie alla collaborazione tra Museo Egizio, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Musei Reali e Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino. La riflessione su un tema di stringente attualità quale la distruzione sistematica e consapevole del patrimonio culturale ha indotto tre istituzioni torinesi – i Musei Reali, il Museo Egizio e la Fondazione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/ANCHELESTATUE_fronte-768x768.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1557" src="http://www.promediabox.com/wp-content/uploads/ANCHELESTATUE_fronte-768x768-300x300.jpg" alt="anchelestatue_fronte-768x768" width="300" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Progetto realizzato grazie alla collaborazione tra Museo Egizio, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Musei Reali e Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino. </strong>La riflessione su un tema di stringente attualità quale la distruzione sistematica e consapevole del patrimonio culturale ha indotto tre istituzioni torinesi –<a href="https://www.museireali.beniculturali.it/events/anche-le-statue-muoiono-conflitto-patrimonio-antico-contemporaneo/" target="_blank"> i Musei Reali</a>, <a href="http://www.museoegizio.it/anche-le-statue-muoiono/" target="_blank">il Museo Egizio</a> e<a href="http://fsrr.org/mostre/anche-le-statue-muoiono-conflitto-e-patrimonio-tra-antico-e-contemporaneo/" target="_blank"> la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo</a> – a dar vita a un progetto espositivo dal titolo <em>Anche le statue muoiono</em> (mutuato dal documentario del noto regista francese Alain Resnais e di Chris Marker). Le opere saranno ospitate nelle sedi delle tre realtà proponenti creando così un filo che attraversa, anche fisicamente, la città di Torino e rivolgendosi a pubblici diversi che potranno così entrare in dialogo. Ai  curatori delle tre realtà coinvolte si affianca la collaborazione dell’Università degli Studi di Torino e in particolar modo del Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino, diretto da Stefano de Martino.</p>
<p>L’obiettivo è far dialogare opere d’arte di differenti epoche e provenienti da contesti geografici diversi attorno a un tema trasversale come quello della distruzione, quindi parallelamente della conservazione e protezione, del patrimonio culturale. La sfida più rilevante di un progetto come questo è far coesistere collezioni di istituzioni tra loro profondamente eterogenee per far in modo che possano rispondere a domande quali: qual è il ruolo di un patrimonio storico-artistico nei processi di costruzione dell’identità culturale di un popolo? Quali sono gli effetti di una devastazione così estrema sul senso di appartenenza, sull’idea di tradizione e condivisione, sulla possibilità di concepirsi come un insieme? Su quali basi si può costruire un futuro, se le tracce del proprio passato sono state sistematicamente obliterate? Come si può concepire un’idea di riparazione, di riconciliazione? La mostra <em>Anche le statue muoiono</em> vuole tentare di rispondere a queste domande attraverso il dialogo tra opere d’arte contemporanee, antiche e materiale documentario fotografico.</p>
<p>&nbsp;</p>
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